E così che dovrebbe essere l’ultimo giorno sulla Terra?

Se oggi fosse stato il vero e ultimo giorno che il genere umano avrebbe passato sull’amato pianeta Terra allora sai che schifo di ultimo giorno sarebbe stato per me.

Ho scoperto il fatto solo ieri guardando un telegiornale; immediatamente ho invidiato gli abitanti a stelle e strisce dal momento che loro sapevano dell’imminente disastro grazie al loro compatriota autoproclamatosi “Dottor Profeta dell’apocalisse” con largo anticipo. Loro potevano aver preso parte a un meeting del “Dr. PDA” riguardo a come saremo morti e a che ora. Io no. Da quanto girava la voce? mesi? settimane? E dico, nemmeno un invito su facebook che mi avvertisse della cosa.

Scoprire con un giorno di anticipo che forse morirai di morte atroce schiacciata da un palo caduto per colpa del terremoto di magnitudo 17 che si è abbattuto sul paesello di campagna che si trova in una zona a bassa sismicità è assai ansiolitico; aggiungi il fatto che ho passato la domenica a fomentare le mie fantasie apocalittiche grazie a letture di blog specializzati in argomenti quali complottismo, fine del mondo, nuovo ordine mondiale, invasioni aliene e moriremo tutti.

Svegliarsi oggi è stato come svegliarsi il lunedì.

Questo significa che mi sono svegliata con lentezza, vestita, lavata, fatto colazione, fatto il letto, salutato genitori e animali vari, iniziato a scaricare varie puntate di vari telefilm, andata al mercato, pedalato, comprato frutta e verdura, evitato vecchiette in bici e a piedi. Il tutto non nell’esatto ordine qui descritto.

Solo a mezzogiorno ho rimembrato dell’imminente probabile attacco alieno/calamità naturale/pericolo proveniente dallo spazio che poteva uccidere i 9/10 della popolazione terreste. Il solito telegiornale me lo ha ricordato.

Avevo passato la mattinata in modo futile per essere il probabile ultimo giorno della mia vita.

Per essere il probabile giorno della mia morte prematura ho deciso di: scaricare album nuovi e ascoltarli, guardare le puntate dei telefilm scaricati in mattinata, attaccare al muro i quadri che aspettavano di essere attaccati da più di un mese così in caso di terremoto avrei avuto dei quadri che cadono per terra e infrangendosi al suolo avrebbero scagliato in aria mille minuscoli pezzi di vetro che mi avrebbero tagliata in punti strani del corpo, fare merenda mangiando frutta, acquistare per una misera cifra pacchetto “Bellezza” composta da cose che ogni ragazza in teoria dovrebbe apprezzare, desiderare di vivere per poter usufruire del pacchetto appena acquistato, fissare fuori dalla finestra il cielo in cerca di oggetti volanti non identificati o pezzi di asteroidi, fare la doccia perché non è bello morire puzzolenti, dire a persone cose senza senso sperando che loro capiscano che io provo affetto nei loro confronti.

Sto ancora continuando a fare quest’ultima attività. Non è ancora accaduto niente.

A.M.C

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