Elogio della Coerenza (dramma in tre atti)

ATTO I
(cucina, ore 13.43)
Signor Giallo: Ti rendi conto che non mi dai mai ascolto? Io ti dico una cosa e tu devi farla. Non devi stare a pensare, non devi giudicare, non devi immaginare che ci sia un’alternativa. Devi eseguire gli ordini.
Signorina Verde: (sottovoce) Devi, devi, devi… solo quello sa dire. (ad alta voce) Io ho un cervello e sono in grado di usarlo, se ritengo che una cosa sia sbagliata, mi sento in diritto, anzi in dovere, di esprimere la mia opinione in proposito.
SG: Non funziona così. Ma adesso non abbiamo tempo, apparecchia, che alle tre devo uscire.
SV: Quindi oggi pomeriggio non sei a casa?
SG: No, devo uscire con questi miei amici. Torno poi per cena.
SV: Va bene.

La sera prima…
SG: (urlando, al cellulare) …e tu devi capire che devi passare del tempo anche con me! Non esistono soltanto i tuoi amici, ci sono anche io! Non è possibile: per loro trovi sempre del tempo, per me mai! Non ci sei mai! Non mi va bene così! Sappilo!
SV: (al cellulare) Ho capito… ho capito….

ATTO II
(salotto, ore 20.37)
SV: Ho visto che danno uno spettacolo molto interessante al Teatro ***, mi piacerebbe andarci. Potresti darmi i soldi per il biglietto, per favore?
SG: Sempre a sborsare soldi con te! Quanto costa ‘sto cavolo di biglietto?
SV: Venti euro…
SG: Minchia… altri soldi da tirare fuori. Io non sono un bancomat, lo sai?

(sala da pranzo, ore 19.03)
SG: Ieri pomeriggio sono andato a farmi un giro in centro con quel mio amico, quello che ti ho fatto conoscere l’altra settimana. Abbiamo trovato un outlet che faceva degli ottimi sconti. Pensa, ho trovato un paio di scarpe della *** a 170 euro invece che 210. Ho comprato un paio di quelle blu e un altro sul beige, così adesso sono a posto. Un affarone.

ATTO III
(strada, sotto casa di SV, che abita con la Signora Arancione, ore 13.04)
SV entra in macchina di SG.
SG: Sei in ritardo.
SV: Vabbè sono quattro minuti, non è così grave.
SG: Si, invece, è gravissimo. Se io ti dico che passo a prenderti all’una, tu devi essere pronta venti minuti prima!
SV: Ma non ha nessun senso!
SG: Le persone normali si comportano così.
SV: (tra sé e sé) Abbiamo una concezione di persone normali molto diversa, allora.
SG: Cosa hai detto? È inutile che brontoli, è così e basta.
SV: Si, si….

(salotto, ore 20.54)
SG: E non mi mettere fretta! Sono quasi pronto! Adesso partiamo!
SV: Io devo essere là alle nove! Avevi detto che per le nove meno venti saremmo partiti! Se non avevi voglia o tempo bastava che me lo dicessi, avrei chiesto a qualcun altro di accompagnarmi.
SG: Se anche arrivi un po’ in ritardo, non succede niente.

FINE

F.

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