I 5 cavalieri del treno Torino-Napoli.

Due notti fa ero costretta sul treno a viaggiare da nord a sud; ogni qualvolta mi capiti di viaggiare  in treno mi riempio romantiche speranza pensando ai possibili incontri che potrebbero avvenire in treno, sentimenti che vengono a mancare non appena prendo posto. Ogni volta spero di incontrare l’uomo che corrisponda ai miei difficili canoni, puntualmente ogni volta vengo illusa dalle vane speranze. Così è accaduto anche la scorsa notte passata tra Torino-Napoli.

Affido alla blogsfera la descrizione delle persone incrociate sul treno 799 per una serie di motivi che forse capirete leggendo.

1. Mr. 140kappagi è seduto accanto a me venendo incontro al mio spazio personale; forte stempiatura, Rolex al polso, baffi, occhiali da vista e lunga vista mentre abbozzo futuri post. Nel lanciargli occhiate di disapprovazione fisso le sue enormi dita delle mani troppo corte e grasse e dalle piccole unghie per essere vere o impossibili da ignorare. Lo so è da maleducati fissare; è anche da maleducati invadere lo spazio personale degli altri. È il primo che tenta di attaccare bottone chiedendomi quale sia la mia destinazione. Io non chiedo nulla in risposta in quanto non vorrei mai assistere a racconti di pranzi natalizi e cene pasquali. Dopo una certa quantità di tempo decide di addormentarsi e iniziare a produrre un’armoniosa sinfonia di gorgheggi in direzione del mio orecchio. Io per ripicca fisso con insistenza le sue dita. Lui in risposta scoreggia.

2. Tamarro 40enne probabile ultrà (d’ora in poi noto come TQPU) siede di fronte a me invadendo a sua volta il mio spazio personale. Inizio a pensare che ci sia una gara in atto tra chi dei presenti e futuri occupanti della cabina riesca a invadere il mio spazio personale con maggior fervore. TQPU è tamarro e fino qua OK; TQPU indossa una tuta, scarpe da ginnastica e calze nere bucate in punti strategici di un certo marchio dal nome ricco di P, M, e vocali quali O,E, A. Vi comuncio che TQPU vince la gara di chi occupa il mio spazio personale con maggior fervore in quanto piazza con invidiabile non nonchalance i suoi piedi in mia direzione sul finestrino. TQPU prende sonno svariate volte in quella posizione impedendomi la fuga o più semplicemente l’andare in bagno. TQPU ha la fede, fatto che mi rallegra per vari motivi ma il più importante tra tutti è il seguente: se lui ce l’ha fatta ce la farò anch’io. TQPU ha un taglio di capelli simile a quello che avevano i miei compagni delle medie, degno dunque di un’esclamazione quale “Sti cazzi!”. TQPU si atteggia da maschio α destreggiandosi in attività quali: arrampicata di sedie e cambio della maglia per 3 volte stando in equilibrio tra due sedili a mezzo metro di altezza dal suolo. TQPU continuava a offrirmi brioche.

3. Tre ha i baffi e lo sguardo da serial killer preda di Dexter. Indossa costosi pantaloni con una certa toppa che la coscia, camicia bianca e non si separa dalla sua tracolla marrone con su scritto la stessa scritta in dimensioni e caratteri diversi. SostenSOSTENSosten etc… impossibile da sostenere, permettetemi il gioco di parole forzato. Tre sembra non aver capito bene le regole del gioco in quanto si impegna di invadere lo spazio di tutti. Fai pure e stammi lontano.

4. Mr. CiaovadoaRomaesonocalvo (CVRSC) appena entrato ha comunicato la sua meta. No ma grazie mille per avermelo detto, ora morirò in pace con il mondo e farò un salto di qualità nel club Karma e sarò più vicina in questo modo al Nirvana. Ma torniamo a CVRSC che è calvo sulla 30ina ed è una di quelle persone che ti parla con le cuffie nelle orecchie, cosa che considero essere un “No, non si fa!”. Ma dal momento che i discorsi politici non si sono protratti troppo a lungo ha passato metà del suo tempo ridendo davanti allo schermo dell’iPhone e l’altra metà a produrre complicate espressioni facciali quali bocca aperta occhi chiusi stretti con rughe a forma di gallina e bocca a culo di gallina e occhi rilassati.

Durante le ore notturne abbiamo ospitato vari personaggi di minor importanza; prima dell’arrivo a Napoli sono rimasta da sola nello scompartimento. Felicità.

HaHa HAAA! No. Il destino aveva ancora voglia di ridere.

5. Mr. Calzino sale sul treno e sembra normale; suvvia la prossima fermata era l’ultima quindi non mi facevo più problemi al riguardo di possibili antipatici molestatori. Illudermi mi riesce benissimo come chi ben mi conosce sa. Mr.Calzino comincia a pormi domande quali: “hai il ragazzo?”, “sei sposata?”, “me lo offri un caffè?”, “vuoi un paio di calzini per aiutare i bimbi poveri?”(a sentire “bambini poveri” ho subito pensato alla canzone del celebre rapper Spitty Cash e quindi soffocato le risate). A sentire l’ultima domanda mi sono caduti gli occhi che hanno fatto un giro su se stessi si sono fatti crescere le mani e mi hanno presa a schiaffi. Dopo averli detto che no di calzini ne ho e che una volta detto no allora è no e basta tentare invano di  persuadermi perché io conto di fare quello come mestiere da grande quindi non hai speranze e hasta la vista beibe lui ha deciso di alzarsi e andarsene. Vittoria.

HaHAHAAAAAA! No. Il destino aveva ancora voglia di ridere.

Mr.Calzino torna da me e ricomincia con le domande in ordine sparso ora. Io mi rompo i coglioni per davvero dopo non aver chiuso occhio per tutta la notte e aver dovuto sopportare gente per niente compatibile alla mia graziosa persona. Quindi passo alle domande e gli chiedo di parlami un po’ di questi bambini poveri (risate soffocate “…negli occhi ehhhhh…”). Ovviamente mi arrivano parole confuse su generici bambini poveri e cazzate cazzate cazzate. No, nemmeno toccando con mano le tue calze in pura viscosa non mi convinco. In risposta al mio “Noooooooooooooooooooosbadiglio!” Mr. Calzino mi dice di fare attenzione in stazione perché per una “bella guagliona” come me sono cazzi. Ti ringrazio per avermela appena mandata. Simpatico. Stronzo.

 

Scrivere tutto ciò è stato faticoso quasi quanto rivivere le 12 ore. Per questa ragione mi rifiuto di rileggere.

A.M.C

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