Brevissime considerazioni sulla felicità

E quando ti ritrovi a pensare che va tutto talmente bene, che l’unica paura è quella che qualcosa stia per andare male, ti sembra necessario metterti lì e cercare di fare il punto della tua vita. Sono soddisfatta di quello che faccio? Di quello che ho? Che cosa vorrei che non ho? Dove voglio arrivare? Le persone che ho accanto, sono quelle giuste?

E poi, la domandona, la domanda più grande e più difficile, la domanda che a volte, se maltrattata, perde senso e si ripiega su se stessa. Io, sono felice? Ecco, l’ho fatta, l’ho chiesto. Perdiamoci, dunque, su considerazioni de beatitudine. Io penso che la felicità sia un momento, che sia tanto più intensa quanto più breve sia la sua durata. Non si può essere felici per un mese intero, non è umanamente e fisicamente possibile; al massimo si può essere sereni, si può stare bene, essere tranquilli. Ma felici?!? Non ha neanche significato un momento felice se trascinato oltre la sua naturale durata.

Qualche tempo fa, ero seduta sul pullman di ritorno dall’università, e ho visto una di quelle scene che, se hai un minimo di sensibilità e un buon spirito di osservazione, sono in grado di costringerti a riflettere per una giornata intera, e anche oltre. C’era una signora, sulla cinquantina, seduta su una sedia di metallo dipinta di azzurro ma ormai scolorita, che mangiava un gelato, tutta sola. Aveva da un lato le borse della spesa, dall’altro teneva al guinzaglio un cagnolino bianco, e mangiava il suo gelato cercando di non sporcarsi, ma senza successo. Si guardava intorno per vedere se qualcuno avesse visto che era tutta sporca, ma la cosa che mi ha colpito è il suo sguardo. Era uno sguardo divertito, che scrutava la città intorno a sé come qualcosa di estraneo, come qualcosa che non avesse alcun potere di intaccare il suo sorriso, perché si era appena sbrodolata con un po’ di gelato.

Non può essere anche questo un momento di felicità? Perché no? Sono un po’ stufa di gente che mette su tragedie e drammi per una qualsiasi cavolata, ci sono leggerezze e piccole cose che devono essere apprezzate di più. Ci sono momenti in cui sei talmente felice che ti dimentichi di tutto il resto, e mi ritrovo a pensare che ora l’unica cosa che mi interessa è inseguire quei momenti senza guardarmi indietro.

F.

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