Nulla

Meno fai meno hai voglia di fare. Meno hai voglia di fare meno fai. Ecco, questo è un ovvio e scontato circolo vizioso che non porta a nulla, se non alla constatazione che per pensarlo devi esserti ritrovato nella condizione di non stare facendo nulla e di non avere voglia di fare nulla. Quindi non stai facendo nulla. Come uscire da questa situazione apparentemente senza via d’uscita? Ci sono varie opzioni, come sempre:

  1. Compiere un’azione folle, come travestirsi da Indiana Jones, salire sul tetto della propria casa e urlare al mondo di aver appena scoperto una nuova montagna, che chiamerete “Palla di neve” in onore del vostro gatto scomparso quando avevate 3 anni;
  2. Tirarsi su le maniche e darsi alle faccende di casa: lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere e ferro da stiro sono lì ad aspettarvi;
  3. Dilungarsi in un’attività intellettuale assolutamente priva di scopo;
  4. Dedicarsi alla cura del proprio corpo, buttandosi tra cerette, maschere, peeling, smalti, creme, piastre per capelli, oli essenziali e spazzole (questo forse vale solo per le ragazze, ma non voglio discriminare nessuno);
  5. Guardare fissamente il soffitto al di sopra del vostro letto sperando di trovarvi l’illuminazione o semplicemente aspettando di addormentarvi il prima possibile di un sonno leggero e appicicosiccio che vi lascerà del tutto rincoglioniti al risveglio;
  6. Guardare il vostro gatto giocare con una caramella alla menta e chiedervi “che cosa ho fatto di male per meritarmi questa vita perché non sono nato gatto guarda come si diverte con poco”;
  7. Fare un elenco di cosa potreste fare se non state facendo nulla.

Devo smetterla di fare elenchi numerati. Cominciano a darmi sui nervi.

F.

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Pensieri della giornata

Oggi arrivo in ritardo: pensiero fisso per le prime due ore della mattinata, pensiero che non sì è avverato altrimenti sai che casino però il casino c’è stato comunque perché non avuto modo di fare colazione nel bar dei sogni mattutini con buon caffè e buone brioches; sono arrivata in tempo per la lezione ma non in tempo per concedermi la delizia mattutina anzi come sofferenza aggiunta ho dovuto servirmi dalle macchinette e niente brioche per me. Ma..

No, i discorsi politici no: …discorsi politici di compagni, di classe in questo caso e non compagni comunisti, che parlano di politica ovvero di Berlusconi e le sue imminenti dimissioni mi fanno pensare che c’è di peggio di un caffè con zucchero bianco anziché di canna. I miei compagni non capiscono nulla di politica così come me e molti altri. Nonostante questo fatto evidente  mi sono dovuta sorbire discorsi in cui esponevano la loro ignoranza autoproclamandosi  esperti in politica esterna ed interna. So benissimo che la cosa si protrarrà per lungo tempo siccome sì, stiamo vivendo un momento storico, ok contento chi non ha votato Berlusconi, triste e in fase di negazione chi lo ha votato; so benissimo che improvvisamente tutti parleranno di politica e saranno esperti in vari campi politici e sì che bello uuuu! Berlusconi non c’è più. Però state lontano da me e dalle mie orecchie perché se voglio sentire parlare di politica accendo la tv o vado a cercarmi cose su internet e sento gente che in teoria sa di cosa sta parlando.

Che bello essere arrivata a questo punto della mia vita: ovvero che bello aver raggiunto il punto in cui riesco a creare un outfit che dica “mi sento figa e sono comoda” con diretta conseguenza naturalezza nel portare gli abiti che ho addosso. Questo pensiero gira per la testa da un po’ di settimane a questa parte dato che da un po’ di settimane a questa parte sono nuovamente circondata da soggetti, rimasti ancora all’epoca del mi vesto figa però cazzo che freddo. Ragazze che emulano il pensiero delle inglesi che giravano senza calze in inverno perché Posh Spice faceva altrettanto per farvi capire di cosa sto parlando.

Non ti sedere, stai in piedi: altro pensiero che mi frulla per la testa da un paio di settimane e che sta cominciando a fare figli ovvero a suscitarmi veri sentimenti quali odio e voglia di gridare. Ogni giorno prendo la metropolitana e a volte capita che sia leggermente affollata; la bella metropolitana è recente e quindi nei vagoni si hanno dei sedili ribaltabili in prossimità delle porte. Sebbene sui sedili ribaltabili ci sia una dicitura che consiglia di non usare i suddetti sedili in caso di affollamento la gente continua a farlo costringendomi a tirare calci alle loro gambe per farmi spazio per uscire. Mi chiedo con odio mattutino quale parte della dicitura non abbiano capito questi viaggiatori perché a me pare abbastanza chiara la cosa. Se è pieno stai in piedi così da non dare fastidio a chi ti circonda. Un giorno lo farò notare a qualcuno con una sonora esclamazione quale potrebbe essere “Stronzo!”.

 

A.M.C

 

 

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Procrastinazione: In Your Face, Bitch!

Ieri ho riesumato The To-Do List.

L’importanza di avere una lista delle cose da fare è abnorme e non riesco ancora a capacitarmi del fatto che per svariati mesi io ne abbia fatto a meno. Ovviamente queste settimane sono passate in modo sofferto e ogni giorno iniziava con il buon proposito di riprendere in mano TT-DL in quanto ogni giorno passava all’insegna della procrastinazione.

TT-DL nacque proprio per aiutarmi a combattere la procrastionazione di cui ero affetta in modo cronico; non combinavo nulla di utile nell’arco di una giornata e arrivata alla fine delle 24 ore mi sentivo inutile e tonta. Questo fino al giorno in cui presi la decisione di combattere questa stronza amica e metterla K.O.

In your face, bitch!

Ieri ho ripreso in mano TT-DL e la gioia mi ha pervaso sin dal primo momento in cui ho realizzato di aver organizzato la mia settimana. Che gioia il pensiero che tra una settimana starò spuntando le cose da fare fatte grazie alla TT-DL con un ✓ check. L’immane gioia di sentirsi una persona migliore e più organizzata e quindi più efficiente e meno tendente a sprecare il tempo che ha a disposizione. Tempo che mi ricorda momento per momento che è la dietro l’angolo pronto a fottermi quando meno me lo aspetto. Grazie tempo, ti voglio bene tempo.

Porre fine alla procrastinazione cronica spiega anche il perché di questo post mattutino.

Tra le cose da fare c’è anche un post sui gatti. Tutti amano le cose che parlano di gatti.

A.M.C

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I 5 tipi di guidatori che odio.

1. Il Guidatore della Domenica: Il GD è un guidatore normale salvo poi rincoglionirsi durante la domenica. Infatti con l’arrivo della settima o prima giornata della settimana il GD comincia a guidare di merda facendo l’esatto opposto di ciò che dovrebbe fare; questo vuol dire andare piano su strade domenicali deserte, svoltare senza segnalare in nessun modo la sua volontà di svoltare, addormentarsi davanti a un semaforo verde e, last but not least, mettermi ansia. Sì il GD mi mette ansia in quanto fa una serie di azioni davvero stupide che mi portano a pensare cosa ci sia di speciale o sbagliato nella domenica da far diventare tutti dei novelli guidatori.

2. Il Guidatore Nervoso-Piovoso: Il GNP è simile al GD; regredisce a guidatore novellino quando fuori piove invece che la domenica. La cosa terribile è che se la domenica solamente certi elementi sono affetti dalla sindrome del GD quando piove una grossa sempre più grossa percentuale di guidatori sono affetti da GNP. Succede così che con una giornata piovosa si creino le ben conosciute code provocate da guidatori nervosi e incapaci di seguire le regole del buon senso comune ovvero rallenta leggermente e sii più prudente perché quello che stai guidando non è un motoscafo. Ho due teorie sul perché di questa sindrome ovvero A.probabilmente la gente non è abituata a lavarsi quindi a contatto con l’acqua si innervosisce oppure B. la macchina è diventata parte dell’Io di ogni persona quindi le persone hanno paura di far bagnare le loro auto e perciò sottoporre l’auto agli agenti atmosferici tipo vento ma soprattutto acqua mette ansia alle persone in quanto queste ultime hanno paura dell’acqua.

3. Il Tamarro: Il T è conosciuto da tutti ed è facilmente riconoscibile in quanto il T ha l’elemento macchina facilmente riconoscibile. Il T fa i fari, taglia la strada, non conosce le minime basilari norme del codice della strada e, fatto che più odio, si avvicina al culo della macchina con fare minaccioso intimando a chi ha di fronte con gli occhiali da sole in ogni stagione e ora del giorno a spostarsi perché lui e il suo bolide devono passare. Solitamente il T ha una ragazza trofeo appoggiata nel sedile accanto al guidatore che osserva la situazione e nel mentre, suppongo, prega di (non) finire contro il parabrezza. T mi mette ansia quando si avvicina troppo alla macchina che guido che non è mai mia e per questo merita il mio odio e il mio solito dito medio alzato.

4. Il Guidatore del Sabato Sera: Il GSS é uno stronzetto irresponsabile dall’Ego gonfiata di elio che pensa di essere uno fico e sicuro di sé anche dopo il quarto gin tonic/negroni/superalcolico. Il GSS sfortunatamente non è in via d’estinzione; qualcuno lo convince a fare cambio con il panda o il salmone o un qualunque essere vivente/ecosistema molto più utile al mondo di quando lui potrà mai essere? No perché ho le così dette *pallepiene* di incrociare il GSS quando torno a casa la notte, anche in settimana.

5. Il Guidatore Nervoso della Domenica Piovosa: Il GNDP è un mix del GD e del GNP; fate voi i conti.

A.M.C

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Che brutta invenzione la febbre

Ho la febbre. Ho mal di testa. Ho mal di schiena. Ho mal di gola. Ho male ad un orecchio. Per cosa mi sta punendo il karma? Cosa avrò mai combinato per meritarmi tutto ciò, oltretutto proprio nel week end? Eh già, questo week end me ne starò a casa, perché sono un ROTTAME. Alzarmi dal letto è fuori discussione, scrivo questo post con il pc appoggiato sulla pancia, il che mi procurerà fastidio entro un quarto d’ora, al che sarò costretta a cambiare posizione e a scoprirmi e avrò un altro giramento di testa. Eh si, quando sto male divento insopportabile: non mi sopporto nemmeno io. Anzi, mi detesto, detesto il mio corpo malato.

Ed ecco una serie di motivi per cui odio l’influenza:

  1. Non posso uscire di casa
  2. Muoio di caldo e di freddo contemporaneamente
  3. Non riesco a muovermi oltre un certo limite
  4. Sono molle, tipo gelatina
  5. In preda a deliri da febbre, smetto di comunicare normalmente col mondo esterno, e parlo a sproposito
  6. Non posso ingozzarmi di nutella perché ho mal di gola
  7. Non posso andare a danza
  8. Mi bruciano gli occhi
  9. Non riesco a studiare perché ho mal di testa (e martedì avrei un esonero, mi dicono di si)
  10. Non posso fare cose frivole, tipo darmi lo smalto, perché qualcuno sicuramente obbietterebbe che se riesco a mettermi lo smalto allora non sto così male

Per ora non me ne vengono in mente altri. Perché ho mal di testa. Fanculo.

F.

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